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| Conferenza stampa | ||
| presentazione | Trattato tra la città di Termoli e Ragusa |
| dell'Istituto Italo Croato di Studi e Ricerche"Marco Polo" | |
| Si è svolta a Termoli, in Molise, la Conferenza stampa di Presentazione dell’Istituto Italo-Croato di Studi e Ricerche “Marco Polo”, presso l’aula magna del Liceo Classico “G. Perrotta”. L’Istituto intende patrocinare lo sviluppo dei rapporti commerciali, turistici, culturali ed artistici tra Italia e Croazia. La scelta di Termoli, per tale presentazione, è avvenuta in quanto i rapporti tra questa città e la costa Dalmata sono molto antichi. A testimonianza di ciò il professor Antonio Muciaccio ha ricordato il trattato del 1203, stipulato durante il regno di Federico II, che riconosceva pari diritti di asilo e di commmercio ai cittadini termolesi e dalmati. Inoltre, in Molise è presente una comunità Croata stanziata in molti comuni sin da XV secolo. Tali popolazioni si rifugiarono in Italia per sfuggire all’avanzata Turca nei Balcani. I rapporti che si erano in parte interrotti, durante gli anni della guerra fredda, ora possono riprendere. Dopo ottocento anni, il 3 marzo 2003, le autorità italiane croate e firmeranno un protocollo che rinnoverà l'antico patto. In questa ottica è gia stato istituito un nuovo collegamento marittimo tra Termoli e la costa Croata. La prossima estate, alcuni equipaggi croati effettueranno una traversata dell'Adriatico fino a Termoli, a bordo delle loro tradizionali imbarcazioni ed una di esse verrà offerta alle comunità croate del Molise All’incontro sono intervenuti ospiti del Preside Muciaccio: l’ambasciatore Croato in Italia, il presidente dell’associazione Italo Croata Luka Krilic, le autorità politiche locali, Italo Mirco in rappresentanza delle comunità croate del Molise, il professor Nicola Cicanese e l’architetto Tiziana Guarino. | |
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| Trattato tra la città di Termoli e Ragusa del 1023 | |
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In nomine domini nostri Iesu Christi. Anno incarnationis sue millesimo ducentesimo tertio. Regnante domino nostro Frederico serenissimo rege Sicilie ducatus Apulie et principatus Capue, anno sexto regni eius, terbio die stante mense martii indictionis sexte. Nos Mainardus, Rogerius et Guillelmus Lombardus, imperiales iudices civitatis Termule, et ego Trasmundus, miles camerarius, una cum universo eiusdem civitatis populo, volentes fraternitatem veram et amicitiam inviolatam cum Raguseis semper communicare et manutenere, pari consensu et comuni voluntate Raguseos omnes de cetero in cives nostros recepimus, et ipsos conservare et securos facere in civitate nostra volumus et obtamus. Preterea remittamus et quietamus universis civibus Ragusi plataticum universum et arboraticum in civitate nostra, ut de cetero sint apud dictis tributis liberi et absoluti, et nemo ab eis exigere valeat aut presumat, et sic non teneantur de his alicui respondere. Habeant etiam in civitate nostra illud ius et privilegium, quod nos habere soliti sumus. Quod privilegium, quod nos habere soliti sumus. Quod privilegiium scripsi ego W. Iulianides miles et notarius, qui interfui mandato predictorum iudicum et iamdicti camerarii et totius populi. Actum in Termulis feliciter. Ego Mainardus imperialis judex Signum crucis proprie manus Trasmundi camerari Ego Isambardus miles Ego Rogerius miles imperialis judexGuillelmus judex Lombardus Signum crucis proprie manus judicis filii Alferii judicis Ego Willelmus filius Isembardi Ego Stasius miles Ego.… Willelmi filii .… Ego.… miles filius judicis Alferii Signum crucis proprie manus Isembardi filii Ypoliti Signum crucis proprie manus.… filius.… Signum crucis proprie manus Romaldi filius Romaldi Ego Tesselgardus filius.…
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| Trattato tra la città di Termoli e Ragusa del 1023 | |
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Nel nome del Signore Nostro Gesù Cristo – Nell’anno della sua incarnazione millesimo duecentesimo terzo (1203) – Regnante Nostro Signore Federico serenissimo re di Sicilia, Duca di Puglia e Principe di Capua, nel sesto anno del suo regno, il giorno 3 del mese di marzo, sesta indizione. Noi Mainardo, Ruggero e Guglielmo Lombardo, giudici imperiali della città di Termoli, e io Trasmundo milite camerario, unitamente all’intero popolo della stessa città, volendo sempre mantenere e avere in comune con i Ragusei vera fratellanza e intatta amicizia, con pari consenso e comune volontà, accogliamo tutti i Ragusei a parità di condizioni tra i nostri cittadini, e vogliamo e desideriamo che gli stessi si sentano tutelati e sicuri nella nostra città. Pertanto condoniamo e quietanziamo a tutti i cittadini di Ragusa ogni tributo di piazza e di alberaggio, affinché, a parità di condizioni, essi siano presso di noi liberi ed esenti dai suddetti tributi, e nessuno presuma o si senta autorizzato ad esigerli, né essi Ragusei siano tenuti a dare ragione di ciò a nessuno. Abbiano i Ragusei nella nostra città gli stessi diritti e le stessi agevolazioni che noi siamo soliti avere. Il presente privilegio ho scritto io, Guglielmo Julianide, milite e notaio, e ho operato per esplicito mandato dei suddetti giudici, del camerario e di tutto il popolo. Redatto felicemente in Termoli. Io Mainardo giudice imperiale Segno di croce di propria mano di Trasmundo camerario Io Isambardo milite Io Ruggiero milite e giudice imperiale Guglielmo giudice Lombardo Segno di croce di propria mano del giudice Alferio figlio del giudice …. Io Guglielmo figlio di Isembardo Io Eustachio milite Io …. Guglielmo figlio …. Io … milite, figlio del giudice Alferio Segno di croce di propria mano di Isembardo figlio di Ippolito Segno di croce di propria mano…. figlio …. Segno di croce di propria mano di Romualdo figlio di Romualdo Io Tesselgardo figlio | |
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