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materia prima, un vecchio alimentatore per PC |
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Alimentatore
220/12volt a basso costo
Nella terza pagina dell'articolo trovate una semplice
modifica per aumentare la tensione di uscita.
La maggior parte dei nostri "costosi"
e sofisticati caricabatterie che usiamo sul campo ha il difetto
che non possono essere utilizzati direttamente con la tensione a
220 volt, ma occorre disporre di un alimentatore capace di trasformare
la 220 in 12 volt.
Se avete fatto un giro nei negozi di elettronica avrete sicuramente
notato che gli alimentatori con potenza sufficiente ad erogare gli
ampere richiesti per la ricarica dei nostri pacchi costano parecchi
biglietti da 100.000. E se avete avuto la sfortuna di acquistare
un alimentatore economico vi sarete subito accorti come la corrente
erogata non è quasi mai uguale a quella dichiarata.
Lo scopo di questo articolo è quindi di illustrarvi le modifiche
necessarie per ottenere un un valido alimentatore 220/12 volt utilizzando
un vecchio alimentatore da PC, che potete recuperare nei negozi
di informatica per una decina di euro o anche meno.
Consigli per la sicurezza:
trattandosi di una apparecchiatura alimentata a 220volt è
necessario prendere tutte le precauzioni del caso per evitare
di prendere una dolorosa scossa, fate attenzione al fatto che
i condensatori rimangono comunque carichi anche se avete staccato
la spina da parecchio tempo.
Vi sconsiglio qualunque modifica o riparazione del circuito elettrico
se non sapete perfettamente quello che fate.
AT e ATX...
In commercio gli alimentatori per PC si trovano in 2 formati standard;
gli AT, usati fino all'uscita del Pentium II, e gli ATX, che sono
i modelli attualmente in produzione, la differnza tra i 2 tipi è
che gli ATX anche da spenti mantengo comunque una linea a 5 volt
attiva (funzione che per i nostri scopi non è importante),
inoltre per farli partire non basta accendere l'interruttore ma
occorre collegare a massa un apposito contatto. Comunque sotto il
profilo elettrico AT e ATX sono sostanzialmente simili, quindi non
ha nessuna importanza ai fini del progetto quale dei 2 utilizziate.
Per distinguere i 2 modelli, nel caso l'etichetta risulti illeggibile,
potete dare un'occhiata ai connettori principali di alimentazione
nelle foto qui sotto, oltre a questi sono presenti anche un certo
numero di connettori a 4 fili che servono ad alimentare cdrom e
HD. Fate attenzione al fatto che sul mercato dell'usato è
possibile reperire anche alimentatori fuori standard, che derivano
da vecchi computer di marca (tipo IBM, Compaq, Olivetti ecc. ecc.),
in questo caso non è detto che al procedura funzioni anche
con questi modelli.
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| Connettore
alimentatore AT |
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| Connettore
alimentatore ATX |
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Ma quanto corrente posso assorbire dall'alimentatore?
La corrente erogata dall'alimentatore dipende da 2 fattori; la potenza
dell'alimentore e la corrente erogata sulla linea 5 volt.
Le potenze più comuni sono 200-250 watt per gli AT e 250-300
watt per gli ATX, naturalmente esistono anche altri tagli ma sono
più costosi o difficili da reperire, indicativamente un alimentatore
da 200 watt tira fuori circa 8 ampere, un 250 watt 9 ampere e un
300 watt 10 ampere.
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Attenzione questi valori sono comunque approssimativi
e possono variare da modello a modello, inoltre alcuni alimentatori
economici da 300 watt possono arrivare ad erogare meno corrente
di un buon 200watt!!
L'altro fattore da tenere in considerazione è la corrente
erogata dalla linea 5 volt, infatti gli alimentatori da PC oltra
ad essere costruiti con tecnologia switching somo progettati per
erogare il 60% della potenza complessiva sulla linea +5 volt e +
3.3 volt mentre solo il 30% è erogato dalla linea +12 volt,
inoltre sempre per motivi di progetto, la corrente erogata dai +12
volt è comunque più o meno proporzionale a quella
prelevata dai 5 volt.
In pratica se noi assorbiamo pochi ampere dalla linea 5 volt ne
usciranno altrettanti pochi da quella a 12, quindi occorre in qualche
modo assorbire questi ampere, questo è lo scopo della resistenza
di carico.
Comunque considerate che non è sempre possibile assorbire
la massima corrente disponibile, diciamo che è bene tenersi
sotto la massima corrente di 2-3 ampere.
La resistenza di carico
Come ho già detto questa resistenza serve ad assorbire un
tot di ampere sulla linea + 5 volt in modo che la linea 12 volt
possa erogare abbastanza ampere. Purtroppo non esiste un metodo
preciso per calcolare il valore di questa resistenza ma occorre
andare per tentativi in quanto ogni alimentatore è diverso
da un'altro.
Io vi consiglio di partire con una resistenza di 2,7ohm 20-25watt,
dovrebbe garantire circa 5 ampere in uscita senza che la tensione
scenda troppo (ripeto comunque che la cosa varia da modello a modello),
se per voi non sono abbastanza potete scendere ulteriormente come
valore (e aumentando il wattaggio) ma senza esagerare altrimenti
il vostro alimentatore diventa un piccolo forno adatto a scaldarsi
le pizzette :-)
E' assolutamente indispensabile fissare la resistenza sulla parete
dell'alimentatore, in modo da evitare che vada a sbattere durante
il trasporto ed inoltre per migliorarne il raffreddamento. Se non
volete lavorare troppo con le vecchie resistenze in ceramica potete
usare delle resistenze corazzate, che sono già dotate di
apposite alette per il fissaggio.
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| Fissata
con cura su una parate |
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CONTINUA
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